Anno Domini MCCC / La Rossignol
Canti dei pellegrini medioevali





medieval.org
Edizioni Musicali III Millennio CDC 0133

2000







1. Dum pater familias  [4:25]
Canto d'Eultreya | Codex Calixtinus   cc 117

2. Edi beo tzu  [2:05]
anonimo sec. XIV | strumentale

3. Magdalena degna de laudare  [2:55]
Laudario di Cortona

4. Chevalier mult estes  [3:46]
anonimo | croisade 1147

5. Hui matin  [2:24]
organum strumentale | Ms. Wolfenbüttel W1

6. Troppo perde'l tempo  [4:53]
Laudario di Cortona

7. In seculum  [3:26]
strumentale | Ms. Bamberg

8. Stella splendens  [4:39]
Llibre Vermell   LV 2

9. Palästinalied   [3:26]   Walther von der VOGELWEIDE

10. Sol sub nube  [2:38]
strumentale | C. Pluteus

ALPHONSO EL SABIO. Cantigas de Santa Maria
11. Sancta Maria loei  [2:48]   CSM 200
12. Des oge may  [4:29]   CSM 1
13. Santa Maria strela do dia  [4:41]   CSM 100
14. Como poden  [4:04]   CSM 166




LA ROSSIGNOL

Domenico Baronio, oud, chitarra latina, mandora, tamorre
Claudio De Micheli, arpa, ghironda, oud, darabouka
Catia Iora, canto, percussione
Roberto Quintarelli, contratenore, flauti
Erica Scherl, vielle, percussioni
Rinaldo Valldeperas, flauto, flauto e tamburo, dulzaina


Produttore esecutivo: Domenico Baronio per La Rossignol
Tecnico del suono: Claudio Demicheli
Editing: Luca Peroni
Note di copertina: Laura Pietrantoni
Edizioni: III Millenio
CDC 0133
℗ © 2000



Anno Domini MCCC
L'HOMO VIATOR E LE MUSICHE DEL SUO VIAGGIO


Nel 1300 papa Bonifacio VIII proclamò il primo Giubileo. Di questo fatto straordinario e del grande afflusso di pellegrini ci parla eloquentemente la testimonianza del cronista fiorentino G.Villani (Cronica, Libro VIII):

“ ...il papa ch'era in que' tempi, facea grande indulgenza, papa Bonifazio ottavo [...] e per consolazione de' cristiani pellegrini, ogni venerdì o dì solenne di festa, si mostrava in San Pietro la Veronica del sudario di Cristo. Per la qual cosa gran parte de' cristiani che allora viveano, feciono il detto pellegrinaggio, così femmine come uomini, di cotanti e diversi paesi; e di lungi e d'appresso. E fu la più mirabile cosa che mai si vedesse, che al continuo in tutto l'anno durante, avea Roma oltre al popolo romano, ducentomila pellegrini, sana quegli ch'erano per gli cammini andando e ritornando, e tutti erano forniti e contenti di vittuaglia giustamente, così i cavalli come le persone, e con molta pazienza, e sanza romori o zuffe: ed io il posso testimoniare, che vi fui presente e vidi” .

Da alcuni anni, e soprattutto ultimamente nell'avvicinarsi dell'anno giubilare, vi è stato un rifiorire di studi e iniziative sul fenomeno dei pellegrinaggi. Nati nel Medioevo e proseguiti con successo nel corso dei secoli, essi rappresentarono fin dall'inizio un simbolo di un percorso di “scoperta” del mondo e di se stessi; oltre la valenza religiosa e spirituale infatti, a causa della ingente circolazione di uomini, i pellegrinaggi hanno sempre implicato anche una osmosi culturale, attraverso lo scambio di idee ed esperienze, oltre che di beni economici: la prima grande “prova” di unità culturale Europea.

Nella figura del pellegrino (l'“homo viator” ) l'esperienza del pellegrinaggio, annullando per un determinato periodo di tempo quei fenomeni (luogo natio, casa, famiglia) nei quali l'uomo tende naturalmente a metter radici, permetteva di tradurre in termini reali il fatto che siamo tutti “advevae et peregrini”, in cammino verso il regno dei cieli. In un'epoca di forte sensibilità religiosa, qual era il Medioevo, il pellegrinaggio con le dure prove fisiche che implicava, non rispondeva come riduttivamente è stato affermato, a una volontà di espiazione dei peccati, ma mirava soprattutto a realizzare una conoscenza più personale e diretta della propria fede.

Il rifiorire della spiritualità coincise con i profondi cambiamenti della società medioevale che, per la prima volta, permisero a un numero sempre più elevato di persone di intraprendere lunghi viaggi.

I pellegrini, proprio per la loro eterogeneità territoriale e sociale, sono anche gli artefici principali della prima grande diffusione di idee e della contaminazione culturale che ne nasce.

I numerosi testi documentari, poetici e musicali di questo periodo sono infatti la più viva testimonianza di questo grande fermento culturale e spinta alla rielaborazione. In cammino verso una delle Sante Mete della fede sulle vie medioevali si incontravano, oltre i pellegrini, anche i crociati — che incarnavano l'ideale di vita cavalleresca trionfante nell'Europa tardo Medioevale — e i famosi “clerici vagantes”, personaggi che coniugavano il messaggio spirituale con l'elaborazione di testi poetici simbolici e colti.

Anno Domini MCCC vuole riproporre quindi un esempio delle musiche che accompagnavano quegli antichi viaggiatori.

Quei canti ci sono stati trasmessi da alcuni importanti manoscritti nei quali i curatori raccoglievano e trascrivevano gran parte del patrimonio fino ad allora tramandato solo oralmente.

Fra i manoscritti medioevali più importanti vi sono il Llibre Vermell di Montserrat (legato alla devozione della Madonna del Monastero benedettino di Montserrat in Catalogna), il Laudario di Cortona (il più antico monumento di canto monodico in lingua italiana) e Le Cantigas di Santa Maria, raccolte e forse in parte composte da re Alfonso X “el Sabio” nella seconda metà del XIII sec.

Un cenno particolare va fatto agli strumenti utilizzati. Molti di questi sono stati ricostruiti in base alle precise e bellissime riproduzioni che compaiono proprio nella raccolta di Alfonso “el sabio”: miniature in cui non solo lo strumento è disegnato con professionale fedeltà ma nelle quali viene raffigurato proprio nell'atto di essere suonato fornendo quindi anche una interessantissima lettura di prassi esecutiva.

Molti strumenti del nostro Medioevo derivano direttamente dalla tradizione araba e, grazie alla loro presenza territoriale in Spagna, penetrano facilmente in tutta l'Europa proprio in questo periodo.

Alla famiglia degli strumenti a fiati appartengono i flauti e la dulzaina (strumento ad ancia doppia, in un certo senso “antenato” del fagotto, rimasto in uso nella tradizione arabo/spagnola); fra quelli a pizzico enorme successo ebbero gli strumenti della famiglia dei liuti (l'oud, il liuto arabo; la chitarra latina; la mandora) e l'arpa. L'“antenata” degli strumenti ad arco fu invece la viella. I menestrelli medioevali amavano accompagnarsi spessissimo con la ghironda e la diffusero in tutta Europa: divenne così ben presto uno strumento popolare, suonato soprattutto da mendicanti girovaghi. A questi vanno aggiunti naturalmente tutti gli strumenti a percussione che andavano da moltissimi tipi di tamburo (fra cui il darabouka costruito su un corpo di terracotta, anch'esso di origine araba), ai cimbali, campanelli, legnetti, etc.

Laura Pietrantoni


La Rossignol

E' una società fra artisti e ricercatori che realizza iniziative tese a diffondere la musica antica. Lo studio delle fonti dirette ed indirette, le ricerche musicologiche, le indagini storiche, organologiche ed iconografiche, la particolare attenzione all'aspetto spettacolare del proprio lavoro, hanno portato i componenti del gruppo, sin dal 1987, ad un'intensa attività artistica, in Italia, Ungheria, Austria, Svizzera, Francia, Germania, Israele, Tunisia, Algeria, Egitto, con numerosissimi concerti e spettacoli in rassegne di grande prestigio (Autunno Musicale in Como, International Venice Festival, Recitarcantando, Colombiadi di Genova, Settimane Musicali di Ascona, Musica pomposa, Note nei castelli, ZeitgeNossicher Herbst, Feste medioevali di Offagna, Festa a corte e Palio di Ferrara, Bologna Open Festival, Medioevalia, Foyer Rurale Fayence, Notti nei giardini d'Europa, Estate in musica, Carnevale di Venezia, Serremaggio, Cortili in concerto, Città estate di Mantova, Internazional Renaissance Festival-Israele, Festival de la Médina-Tunisi, Palais de la Culture-Algeri, Festival Cusiano di Musica Antica, ecc.).

All'attivo vi sono inoltre libri, articoli e studi scientifici, collaborazioni con la RAI (Uno Mattina, Festival di Sanremo, Geo & GEO), MEDIASET (Medicine a confronto), TSI (Amici miei) e con il cinema (“ Il mestiere delle armi” di E. OLMI), consulenze e direzioni artistiche, corsi di formazione ed aggiornamento, nonché la cura e la realizzazione delle musiche per spettacoli teatrali e di danza antica.

Discografia:
• FESTA AL CASTELLO - Arie, danze e canzon da ballo nelle corti del Rinascimento;
• I BALLI DEL GRANDUCA - Danze, sinfonie e canzoni nei libri “ ...accomodati per cantar et sonar d'ogni sollo de istromenti”;
• MONTEVERDI - Il cremonese che ha cambiato la musica;
• TEATRUM MUSICUM - Diverse sorti di balli, sonate e madrigali sì all'uso d'Italia, come quello di Francia e d'Alemagna;
• A RICOLTA! - Musiche del Medioevo e dell'Ars Nova;
• VENI CREATOR SP1R1TUS - Musica nel castello, nella chiesa, nella corte e nella taverna Medioevale;
• BIENNO ESTATE MUSICA 1995 - Esperienze musicali nella 5ª Mostra-mercato dell'artigianato e dell'antiquariato;
• GIARDINO D'AMORE - Danze nelle corti rinascimentali;
• CORTI E CORTILI - Musiche per le feste rinascimentali;
• ARIE E DANZE CORTIGIANE - Musiche del Rinascimento;
• GLORIA IN CIELO - Antiche armonie natalizie.




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